Effetti speciali, miraggi e prodigi pittorici: l’eterno “film” proiettato sullo Stretto

Dalle prime luci dell'alba al tramonto, cinque ritratti di uno scenario in perenne movimento, che cambia continuamente aspetto in infinite e infinitesimali varianti

 

Gli effetti speciali

 

Ciò che accade dal sorgere del sole al calar della sera è del tutto imprevedibile. Il più delle volte la trama del film scorre via senza sussulti, ripetendo in loop le stesse scene, con microscopiche variazioni ambientali. In altri casi, invece, l’immenso dipinto in movimento che scorre fra il Pilone e la Falce, perdendosi a sud, si anima di spettacoli pirotecnici e circensi. Sono gli effetti speciali dello Stretto.

 

 

C’è la Lupa, che avvolge la Calabria in una cappa di nebbia e la inghiotte, come in un gioco di prestigio di Melies, e c’è la Fata Morgana, con i suoi miraggi allucinatori (ma non ditelo ai terrapiattisti). E poi arcobaleni fantasy, temporali horror e seducenze noir, con il cielo che man mano si desta e si muove in slow motion.

 

Immagine tratta da www.millefogli.com

 

Altre volte è il mare che si prende d’invidia e gli ruba la scena: d’un tratto si infuria, si increspa, si inquieta, mentre Scilla e Cariddi, l’Orcaferone e gli altri Mostri del Mito ritornano a galla e tutto lo Stretto sembra voglia mettersi a danzare.

Il regista: Federico Fellini

 

 

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