Atm, la Uil replica al presidente Campagna: «Palesi falsità»

Continua il confronto a distanza fra l'azienda trasporti e i segretari generali Tripodi e Barresi, che rispondono punto per punto al comunicato dei vertici aziendali dopo la conferenza stampa "di fuoco" del sindacato

 

MESSINA. Terzo atto del confronto a distanza fra la Uil e l’Atm dopo la conferenza stampa della sigla sindacale e l’immediata controreplica dell’azienda trasporti. A cui i segretari generali Ivan Tripodi e Michele Barresi rispondono per le rime in un comunicato che mette i puntini sulle “i” in merito a bilanci, liquidazione, durc e provvedimenti disciplinari nei confronti dei dipendenti.

«Solo per amor di verità ed onde evitare inutili equivoci, costruiti artatamente – si legge nella nota – siamo costretti a replicare, basandoci esclusivamente su documenti concreti e fatti incontrovertibili, alle risibili ed insulse affermazioni del presidente dell’Atm riguardo le nostre denunce esposte nel corso della recente conferenza stampa. Proprio per smontare e certificare l’infondatezza delle dichiarazioni del presidente di Atm, analizziamo e commentiamo le sue testuali affermazioni riportate tra virgolette».

Di seguito, punto per punto, le risposte del sindacato al cda dell’azienda:

1) “Ancora una volta ci vediamo costretti a distogliere lo sguardo, per qualche minuto, dalle tante difficoltà dell’Atm per replicare ad una organizzazione sindacale che, trovandosi isolata, cerca di attirare su di sé l’attenzione lanciando accuse infondate, gravi nei toni e grossolane nel merito.

FALSO: la UIL Messina non è affatto isolata, come certificato dal sensibile aumento del numero degli iscritti nel nostro territorio, ed è in piena armonia con altre importanti organizzazioni sindacali insieme alle quali rappresenta un’ampia platea dei lavoratori di ATM. Contestualmente la UIL ha l’orgoglio di rappresentare il sentore comune dei cittadini messinesi profondamente delusi dalla fallimentare gestione della giunta De Luca e dalla pessima conduzione dell’Atm che ha letteralmente demolito il servizio di trasporto pubblico in città.

2) “Innanzi tutto respingiamo il tentativo della UIL Trasporti di condizionare l’attuale management, spacciando per intimidazioni a danno dei lavoratori quelli che sono invece doverosi provvedimenti disciplinari. Doverosi e necessari, vista la gravità dei fatti contestati.

FALSO: l’atto nei confronti di un lavoratore, autista modello, è chiaramente un segnale di grave intimidazione verso chiunque esprima liberamente valutazioni critiche o semplici opinioni di dissenso nei confronti dell’attuale gestione aziendale. Si è trattato di un atto pretestuoso e infondato come, certamente, sarà dimostrato nelle sedi opportune. Infatti, il commento su fb del nostro rappresentante sindacale fa riferimento all’affidamento da parte di Atm del servizio di soccorso bus a ditte esterne, avvenuto con una procedura giudicata poco trasparente che, per esempio, non trova alcun riscontro sul sito internet aziendale come sarebbe obbligo per un’azienda pubblica.

 

3) “Ed inoltre si fa osservare che il bilancio 2017, che la precedente amministrazione non era riuscita neanche ad approntare, è stato esitato da questo CdA registrando perdite per 3,6 milioni di euro che, ovviamente, vanno tutte ascritte alla precedente gestione“.

NON VERIFICABILE: il bilancio è un atto ufficiale e per la normativa sulla trasparenza deve essere pubblicato sul sito internet dell’azienda; ad oggi l’attuale amministrazione è palesemente inadempiente rispetto a questi obblighi di legge. Si commenta da solo il fatto che, dopo la denuncia della UIL, il presidente di Atm abbia improvvisamente snocciolato i numeri relativi a presunti debiti omettendo i numeri certi riguardanti i crediti del bilancio 2017.

 

4) “Lo stesso DURC è oggi positivo solo grazie all’impegno dell’attuale management che ha imposto finalmente il rispetto degli obblighi di legge in materia di versamenti contributivi e fiscali“.

FALSO: l’utilizzo strumentale del DURC è stato un falso ideologico ed oggi, lo stesso, risulta positivo perché si è verificato un intervento dovuto dell’amministrazione comunale che ha consentito di rispettare le scadenze della “rottamazione delle cartelle” definita nel maggio 2018.

 

5) “Risibili appaiono, poi, le considerazioni della UIL sul presunto effetto salvifico di una CTU elaborata nella fase istruttoria del primo grado di un giudizio. Anche nella ipotesi più favorevole, l’esito di tale contenzioso non potrebbe mai risanare le enormi perdite accumulate dall’Azienda nel tempo in cui alla UIL e ad altri sembrava che tutto andasse a meraviglia“.

RIDICOLO: nessuno ha detto che il giudizio favorevole (che a quanto pare l’attuale management sembra paradossalmente non gradire) risana le enormi perdite accumulate nei decenni precedenti, ma questo chiarisce che l’interpretazione della legge da parte dell’azienda era corretto e la predisposizione di bilanci coerenti con la legge non avrebbe generato alcuna perdita. Invero i bilanci 2013-2016 hanno chiuso con attivi e la sopravvenienza di un eventuale giudizio positivo assorbirebbe in maniera più che compensativa le perdite asseritamente registrate nel 2017.

 

6) ”Sulla situazione finanziaria rimandiamo alla lettura dei documenti anche più recenti approvati dai revisori dei conti”.

CURIOSO: sono gli stessi revisori che hanno riconosciuto corretti i crediti censiti nei bilanci aziendali e veritieri i conti che registravano bilanci attivi.

 

7) “La liquidazione dell’Azienda è stata una scelta obbligata“.

FALSO: è stata una scelta sbagliata e solo ed esclusivamente politica, ottenuta agitando una motivazione pretestuosa (la necessità di ripulire il DURC), smentita con le motivazioni suesposte.

 

8) “Semmai qualcuno dovrebbe riflettere su ciò che, negli anni scorsi, si poteva fare e non si è fatto per evitarla“.

FALSO: l’approvazione di bilanci aziendali in attivo, l’attivazione del contenzioso verso la Regione per far riconoscere il giusto rimborso del chilometraggio, la ridefinizione del piano di riequilibrio nell’orizzonte ventennale sono stati interventi strutturali che hanno realizzato un equilibrio. L’ingente debito del passato trova assorbimento nel piano di riequilibrio riformulato in chiave ventennale. E’ opportuno fare parlare i numeri: 9 milioni sono i contributi non versati dalla Regione fino al 2016; 5 milioni sono i contributi per il 2017 e per il 2018; 6 milioni sono a titolo di iva non versata su tutti i contributi versati e non dalla Regione; 10 milioni sono il rimborso alla Azienda dovuti da parte del Comune per le rate di mutuo dell’immobile a carico di ATM per l’immobile. Ancora vi è l’IVA dovuta dal Comune su tutti i contributi versati fino al contratto di servizio come stabilito dalla Commissione Tributaria.

 

9) “In merito, poi, all’imminente sciopero che dovrebbe essere indetto dalle altre Organizzazioni Sindacali si precisa che lo stesso in atto è stato sospeso, in quanto è stata avviata una fase di confronto propositivo sulle più importanti problematiche aziendali“.

BENE, E’ OPPORTUNO CHE L’AZIENDA SI APRA A UN SERIO CONFRONTO CON I LAVORATORI, ad iniziare proprio dal clima di consociativismo che si respira in azienda.

 

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