Secondo “Capitale Messina”, Torre Faro va pedonalizzata “per diventare un’oasi turistica d’eccellenza”

Il movimento politico, traendo spunto dalla trasmissione della "Rai" sul borgo messinese, spiega la sua ricetta per "innescare un meccanismo virtuoso e spontaneo di miglioramento della qualità della vita degli abitanti": parcheggi all'esterno e trasporto pubblico interno gratuito ed ecosostenibile

 

MESSINA. La pedonalizzazione di Torre Faro,  la riorganizzazione di un sistema di trasporto pubblico interno totalmente gratuito ed ecosostenibile e la valorizzazione della pesca del pesce spada: traendo spunto dalla trasmissione andata in onda su “Rai Storia”, riguardo lo Stretto di Messina, e  dall’interrogazione dei consiglieri comunali di “Sicilia Futura” al sindaco De Luca, “CapitaleMessina” ribadisce la sua posizione sul destino del borgo marinaro, con l’obiettivo finale di far diventare la pesca del pesce spada patrimonio dell’Unesco.

“Torre Faro, magico luogo di incontro tra due mari, ha tutte le caratteristiche per diventare un’oasi turistica d’eccellenza. Ma a tale scopo è indispensabile una riqualificazione che passi attraverso alcune fondamentali azioni amministrative che promuovano ordine nell’uso del litorale, qualità dell’architettura e piano del colore, ma soprattutto forte limitazione al traffico automobilistico”, si evince sul comunicato a firma del presidente Gianfranco Salmeri.

“Noi siamo convinti, infatti, che la prima iniziativa utile per la valorizzazione e lo sviluppo del borgo sia la sua pedonalizzazione. Basterebbe solo liberare Torre Faro dal traffico automobilistico per innescare un meccanismo virtuoso e spontaneo di miglioramento della qualità della vita degli abitanti e di sviluppo economico legato al turismo”.

“Realizzando i necessari parcheggi all’esterno, lo si dovrà pedonalizzare ampiamente e permanentemente, con l’organizzazione di un sistema di trasporto pubblico interno totalmente gratuito ed ecosostenibile, mediante veicoli di tipo elettrico”, continua Salmeri.

“Certo, bisognerà prevedere delle deroghe per i residenti, c’è la problematica delle ‘vie di fuga’, ma  le soluzioni si trovano, come d’altro avviene dovunque; non bisogna arrendersi alla resistenza al cambiamento. Solo trasformando e riqualificando l’esistente, agevolando gli investimenti privati, pedonalizzando le aree paesaggisticamente strategiche, sarà possibile dare a Torre Faro il ruolo che merita nei circuiti turistici internazionali”.

“E non solo, nell’ambito di un progetto di rilancio dell’identità territoriale, riteniamo indispensabile implementare un progetto per la valorizzazione dell’attività più tradizionale dei nostri villaggi rivieraschi: la pesca del pesce spada, unica nel suo genere – sottolinea – Il primo passo per farla conoscere a livello internazionale consiste nell’inserimento nel ‘Registro Identitario della Pesca del Mediterraneo e dei Borghi Marinari’, istituito dalla Regione Siciliana”.

“Quindi andrebbe inserita tale pratica nel ‘Registro delle Identità Immateriali’ (Rei), secondo la ‘Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale’. Inoltre si dovranno prevedere servizi e attività relative alla pesca, facendo diventare Torre Faro, ma anche Ganzirri, i luoghi del sapere, della storia di questa pesca unica al mondo e della sua sostenibilità ambientale, la storia della Feluca“, conclude il presidente di “CapitaleMessina”.

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