Domani a Barcellona il documentario “La Stella da Seguire” di Calogero Ricciardello

La Stella da Seguire è un documentario realizzato e diretto da Calogero Ricciardello per Sicilian Moments, progetto che approfondisce con sguardo realista il tema delle tradizioni e dell’identità siciliana. Sicilian Moments indaga, attraverso una coralità di voci, momenti e scorci rappresentativi di un territorio e della vita dei suoi abitanti. La Stella da Seguire è però più di un semplice documentario sulla cultura siciliana, è un’opera narrativa sull’amore e sulla dedizione, sulla capacità di trasformare questi sentimenti in un gesto magico-rituale: la costruzione di un presepe. Ma La Stella da Seguire è anche un progetto itinerante realizzato in collaborazione con il collettivo Planct-ON e con già cinque date alle spalle. Il prossimo è in programma domani al Circolo delle Lucertole – Via Umberto 1, 399 a Barcellona Pozzo Di Gotto, alle 21. L’ultimo il 5 gennaio. alle 18, all’Osteria Unni Don Nino a Sant’Angelo di Brolo. Un modo per avvicinare le comunità nella riscoperta del sentimento di condivisione e appartenenza al territorio.

Non troppo lontano da qui, dentro una casa immersa tra i noccioleti, un uomo innamorato del Natale mette insieme i pezzi di una storia millenaria e un po’ magica; narratore di un racconto universale che in qualche modo ci unisce tutti da quella notte dei tempi. Il documentario descrive e ripercorre la sacralità e la devozione dei singoli gesti quotidiani, le giornate scandite dalla dedizione e dal lavoro impiegati per la realizzazione del presepe, il presepe di Basilio e Rosina.

Una ritualità fatta di silenzi, natura e vita quotidiana dove la passione e l’amore per il “racconto di Natale” si fondono nell’unione tra spiritualità e cultura popolare e lo fanno senza alcun artificio o messa in scena, calandosi nella narrazione visiva di Calogero con estrema autenticità. La preparazione del presepe per Basilio è un atto spirituale che lo spinge ogni anno a fare sempre di più, ad aggiungere elementi nuovi.

Il presepe oltre ad essere un simbolo è un racconto. Basilio si comporta come un vero e proprio regista teatrale: crea la sua scenografia, posiziona gli attori, utilizza suoni che riproducono la realtà, il rumore degli attrezzi, i versi degli animali, il pianto del bambino Gesù. Il tutto diretto da un perfezionismo maniacale, un’attenzione ai dettagli e ai particolari. Ogni anno nel periodo di Natale Basilio, insieme a sua moglie Rosina, apre le porte di questo tempio speciale circondato dal bosco, di questo minuscolo luogo devoto dove sembrano ricomporsi i sensi più fervidi e veri della cristianità.

Nel Presepe di Basilio e Rosina il tempo e lo spazio si dilatano dentro una liturgia intima ma collettiva intorno alla quale gli abitanti della contrada si riuniscono diventando comunità. Il Racconto di Natale smette di essere metafora e si fa storia dentro la storia.

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