Il discorso di fine anno di De Luca: «Statemi vicino, non vi voglio deludere»

Un bilancio dei primi sei mesi dell'amministrazione e l'occasione per riconfermare il suo impegno da primo cittadino

 

MESSINA. Non proprio alcune “riflessioni” quelle rilasciate da Cateno De Luca durante il discorso di fine anno tenuto dalla scrivania della sua stanza di Palazzo Zanca e trasmesso in diretta Facebook dalla sua pagina. Dal bilancio dei primi sei mesi di amministrazione i primi che ne sono usciti con le “ossa rotte” sono stati i membri della giunta che, secondo quanto annunciato dal primo cittadino, hanno rimesso in massa nelle sue mani il mandato.

È partito da da lontano, Cateno De Luca, ricordando il terremoto del 1908 nell’anno del 110esimo anniversario per contrapporlo ai decenni della mala politica verso cui il suo modello sarebbe la rivoluzione. «Tante scelte sbagliate sono state fatte in questi decenni e hanno caratterizzato la nostra comunità – ha continuato – Oggi la situazione c’è ancora ma si ha paura a uscire. I messinesi hanno reagito al terremoto nel 1908 ma stentano adesso a reagire a dinamiche sbagliate della nostra comunità».

Abito informale e niente fascia tricolore, per un discorso che ha voluto comunque ripercorrere, come è nello stile di De Luca, tutti i leitmotiv della campagna elettorale e dei primi mesi della sua amministrazione: dalla questione delle assunzioni di Palazzo Zanca, passando per le società partecipate e concludendo con il Palagiustizia. «Da Palazzo Zanca sta partendo una azione concreta di buon governo – ha spiegato De Luca, in giorni in cui a tener banco, soprattutto su facebook, sono le polemiche ricevute per la mancata stabilizzazione dei 76 precari – Noi stiamo smontando quello che abbiamo ereditato ma questa città deve smettere di avere paura di osare e uscire dalle dinamiche che hanno favorito il ruolo parassitario di molto».

E che Cateno De Luca sia ancora convinto di voler portare avanti il suo ruolo da primo cittadino lo dimostra sfoderando in diretta Facebook le carte dei suoi stipendi, quello che percepiva all’Ars da deputato regionale nettamente superiore, invece a quello percepito ora da sindaco. «Non sono un pazzo – ha proseguito – Ma una persona che ha avuto molto dalla vita perché se lo è guadagnato. Il timore è non essere all’altezza del compito: non vi voglio deludere». Ringraziando i volontari, le forze dell’ordine, il Prefetto, i sindacati e i magistrati ha dato poi il suo augurio alla città per il nuovo anno. «Sono certo che il 2019 per la nostra comunità sarà un anno diverso e caratterizzato da quella svolta che avete voluto fortemente e porta in sintesi il nome di Cateno De Luca – ha chiosato –  Voi lo avete voluto e io mi sento responsabile. Statemi vicino e cercate di lavorare insieme a me per una Messina bella, protagonista e produttiva».

Domani l’appuntamento alle 17 a Piazza Duomo, preludio del concerto rimandato per il maltempo, potrebbe svelare adesso come si muoverà il primo cittadino rispetto a eventuali nomine di nuovi assessori o alla riconferma di quelli attualmente dimissionari.

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