De Luca – Ferlisi: pace fatta e amici come prima

Caffè chiarificatore fra il primo cittadino e il comandante della Polizia municipale dopo la faida scoppiata nel corso del blitz contro gli ambulanti di Torre Faro che ha portato al provvedimento disciplinare. Ma, dice il segretario generale, "il sindaco ha esercitato una funzione che probabilmente non avrebbe potuto esercitare"

 

MESSINA. Pace fatta e amici come prima. Si conclude con una stretta di mano la faida fra il sindaco Cateno De Luca e il comandante della Polizia municipale Calogero Ferlisi, reitegrato al comando del corpo dopo l’ordinanza emessa dal giudice del lavoro Rosa Bonazinga, che ha accolto le ragioni del Generale dopo l’archiviazione delle presunte violazioni commesse nel corso del blitz del sindaco a Torre Faro. “Un caffè chiarificatore fa sempre bene per i servizi del palazzo municipale”, ha scritto questa mattina De Luca, commentando il “faccia a faccia” odierno con il comandate, accusato a suo tempo di aver commesso “gravi irregolarità e inosservanze nell’adempimento dei propri compiti” e di “abbandono immotivato e plateale, compromettendo innanzi alla pubblica opinione il prestigio dell’Autorità politica”. Accuse che furono poi smentite e archiviate lo scorso ottobre dal comitato disciplinare di Palazzo Zanca.

“Si desume – si legge nelle motivazioni – che il Sig. Sindaco ha esercitato una funzione che probabilmente non avrebbe potuto esercitare. Conseguentemente il comportamento contestato al Comandante deve essere derubricato, perché se il signor Sindaco dal punto di vista autoritativo poteva formulare solo indicazioni, anziché ordini, con il conseguente declassamento dei comandi a semplici indicazioni, ne deriva che il Comandandante non ha violato comandi, né dunque un ordine, ma ha orientato il suo comportamento effettuando delle operazioni secondo la logica tecnica che gli sembrava prevalente nel contesto dato. In sostanza, il comando impartito dal sig. Sindaco assumeva la veste di ordine perentorio all’apparenza, ma non poteva esserlo nella forma, né tantomeno nel contenuto”.

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