Cinque volti di piazza Cairoli (e del viale San Martino) nel corso del tempo

Dal razionalismo di fine ottocento al "palo della luce" degli anni '70, dal tram di inizio secolo a quello del 2000, ecco come "il salotto buono" della città ha cambiato faccia durante un secolo. E come è mutata di conseguenza Messina. E la messinesità

 

 

La ricostruzione: nuove prove di “landmark”

Dopo aver picconato l’obelisco a forma di fascio, la viabilità del solito punto incerto tra la piazza, la via Cannizzaro e i viali Garibaldi e San Martino sarà disegnata da timidi isolotti salvagente nello stradone su cui atterreranno nuovi oggetti a forma di chiosco per fare da supporto ai pannelli pubblicitari.

Dopo la guerra nuove collocazioni di edifici e nuove rappresentazioni della nuova Italia inviteranno i messinesi alla febbrile opera ricostruttiva e riparativa dei danni di guerra. Dal ‘46 le riparazioni di una città bombardata accompagneranno la nascita della repubblica mentre nel 1951 Messina sopprimerà la linea tramviaria eliminando i controviali alberati in parte del viale, alternando e slabbrando le dimensioni e le proporzioni della sezione stradale in rapporto alla edilizia di bordo, allargamenti di marciapiedi e gli allargamenti delle vetrine dei negozi confermeranno la potenza commerciale dell’economia della nuova Messina. Arriva la prima ondata contenuta di mezzi privati, il vialone libero dagli impedimenti alberati, da Zaera a Cannizzaro, si comincerà a popolare di auto pronte al posteggio e di panciuti autobus verdi bottiglia.

 

Pagine:Pagina precedente 1 2 3 4 5 Pagina successiva

Lascia un commento

avatar
400