“Salva Messina”, punto per punto il documento con le mosse per evitare il default

Di cosa hanno discusso il sindaco Cateno De Luca, la sua giunta, e il consiglio comunale quasi al completo, e le mosse che l'amministrazione porterà in aula per la rimodulazione del piano di riequilibrio, entro il 23 novembre (forse)

 

MESSINA. Dieci ore di seduta, intervallata da una pausa pranzo e qualche interruzione per un caffè, per sgranchirsi le gambe, e per ritrovare la lucidità messa a dura prova da una infinita serie di numeri. Da una parte il sindaco Cateno De Luca e tutta la sua giunta, dall’altra il consiglio comunale che nella sua stragrande maggioranza, con senso di responsabilità, ha partecipato all’interminabile seduta di analisi di tutte le poste di bilancio che compongono il piano di riequilibrio, per vedere se sia sostenibile e riproponibile.

“Circa 30 milioni di euro di nuovi debiti (il dato definitivo lo avremo mercoledì prossimo) prodotti dal 2014 ad oggi che si aggiungono agli oltre 400 milioni di euro di debiti prodotti al 31 dicembre 2013 e che fanno parte del piano di riequilibrio pluriennale in corso di rimodulazione. La situazione è drammatica perchè i nuovi debiti dal 2014 in poi vanno onorati subito con le risorse del bilancio comunale”, è stato il commento di Cateno De Luca, che alla fine della seduta ha scherzato con i consiglieri, invitandoli tutti per una foto. “Facciamoci questa foto di commiato, dai“, li ha incitati.

Cosa c’è nel “salva Messina”? Tutte le misure che l’amministrazione propone (perchè il consiglio disponga e le approvi) per la rimodulazione del piano di riequilibrio: tutto questo dovrà avvenire (se avverrà, perchè su questo le intenzioni di De Luca non sono chiare) entro il 23 novembre. Altrimenti sarà default. Su un argomento De Luca è stato invece chiarissimo. Se si vorrà evitare il fallimento del comune di Messina, la manovra comporterà “lacrime e sangue”.

La riunione è aggiornata martedi. Ecco il contenuto del piano.

 

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