“Grano maturo”, quattro condanne e cinque assoluzioni per usura

A distanza di tredici anni dal blitz, si è chiuso in appello il processo dell’operazione su un vorticoso giro di assegni e prestiti

 

MESSINA. A distanza di tredici anni dal blitz, si è chiuso in appello il processo dell’operazione ”Grano Maturo” su un vorticoso giro di assegni e prestiti ad usura portato alla luce dalla Squadra Mobile nel 2005. La Corte d’appello ha disposto quattro condanne e cinque assoluzioni. Il processo era nei confronti di Antonino Magnisi, Salvatore Dominici, Antonino Alessi, Nunzio Venuti, Paolo Tomasello, Santo Carmelo Sauta, Antonino Trovato, Mario Selvaggio, Giuseppa Cavò e Luca Siracusano.

La Corte d’appello ha rideterminato la pena per Venuti, che è stato condannato ad un anno e 6 mesi di reclusione e duemila euro di multa in continuazione con altre sentenze, e condannato Luca Siracusano a 6 anni e 700 euro di multa: per lui i giudici hanno escluso l’aggravante mafiosa. Condanne confermate per Dominici e Alessi e assoluzioni confermate per gli altri cinque. “Non doversi procedere”, invece, per Magnisi, che nel frattempo è deceduto. Inoltre i giudici hanno revocato la confisca nei confronti di Magnisi, disponendo la restituzione dei beni  sequestrati ai suoi eredi. L’accusa aveva proposto sette condanne. Il processo di primo grado si era concluso l’11 febbraio 2014 con 5 condanne e 10 assoluzioni ma non per tutti è stato presentato appello. Il Tribunale, seconda sezione, aveva condannato Antonino Magnisi a 6 anni e 8 mesi, Salvatore Dominici a 5 anni e 5 mesi, Antonino Alessi 3 anni e  Nunzio Venuti 3 anni. L’assoluzione disposta per Paolo Tomasello, Santo Carmelo Sauta, Antonino Trovato, Mario Selvaggio, Luca Siracusano e Giuseppa Cavò.

Le intercettazioni consentirono di ricostruire come circolavano gli assegni  privi di copertura e quindi oggetto di continue rinegoziazioni per ottenere il rinvio o lo spostamento della data di incasso. Proprio tra le maglie di questo accordi, secondo l’accusa, si sarebbe concretizzata l’usura con tassi di interesse così alti che, come accertato nel corso dell’indagine, avrebbero radicalmente influito sulla serenità delle vittime.

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