La sedia Job: una possibilità per tutti gli invalidi

La sedia Job: una possibilità per tutti gli invalidi

In provincia di Messina cambia il modo di fare il bagno in mare per i disabili grazie ad una sedia speciale capace di portarli sino dentro l'acqua. Dall'Open sea di Milazzo all'Oasi Azzurra di San Saba. Ecco chi la adotta

 

Munita di una coppia di ruote per il trasporto agevole su sabbia, ciottoli o neve. Facilmente scomponibile e ideale per impianti balneari, sciistici o per campeggi.  È la sedia Job, l’unica sedia che permette di entrare in acqua restando comodamente seduti e che rappresenta l’abbattimento di una barriera architettonica per molti lidi e comuni.

A causa del prezzo elevato, però, non tutti possono permettersela e questo fa sì che vi sia un numero ridotto di spiagge accessibili: “A Palermo abbiamo una spiaggia a norma, ma molti non ci vanno perché si sentono ‘ghettizzati’; se ce ne fossero di più, si avrebbe la possibilità di scegliere”, ha spiegato Salvo Campanella, un ragazzo di Palermo che ha partecipato in handbike al “Giro dei due mari con Marzia” e che ha inaugurato la sedia job d Villafranca. “Le amministrazioni comunali dovrebbero prendere esempio dalla Puglia, che ha distribuito 200 sedie Job lungo le spiagge della regione”.

Nella provincia di Messina sono diverse le realtà che adoperano questo strumento.

Ne è un esempio il lido “Open sea” di Milazzo, nato nel 2002 dall’ “Associazione italiana sclerosi multipla” per abbattere le barriere architettoniche e permettere ai disabili di vivere una vacanza senza limiti. Il lido ne possiede 3-4, e le ha acquistate durante il corso della sua attività, dopo che per tanti anni il presidente del coordinamento regionale Sicilia di “Aism”, Angelo La Via, insieme a tutti i volontari, si caricavano sulle spalle i disabili per permettergli di fare il bagno, racconta Emanuele La Via, volontario.

L’anno scorso, invece, è stata donata all’ “Oasi Azzurra Village” di San Saba dal giro dei due mari. L’Oasi era già predisposta affinché le persone in carrozzina potessero accedere alla spiaggia, grazie a delle passerelle e a delle rampe a norma, ma “con questo strumento siamo riusciti a far entrare le persone anche dentro l’acqua – ha affermato il proprietario della struttura, Nanni Previti -. Noi all’Oasi abbiamo sempre avuto un pensiero per le barriere architettoniche: tutti gli spazi sono privi di barriere e possediamo anche due stanze adattate ai disabili, la sedia job è stata la ciliegina sulla torta di un progetto che abbiamo sempre portato avanti”.

Vi è anche nel comune di Oliveri, che l’ha acquistata inaugurandola il 15 giugno insieme a Marzia, invitata dal sindaco Michele Pino. Ma il primo utilizzo da parte dei cittadini è avvenuto il 20 luglio e “sono rimasti molto contenti”, ha affermato il sindaco. “Sono molto soddisfatto, stiamo dando un servizio a persone che hanno delle difficoltà”, ha continuato il primo cittadino del comune di Oliveri.

Ma la sedia job di Oliveri non è l’unica inaugurata da Marzia: l’11 luglio, infatti, insieme a Salvo e Giuseppe La Rosa (l’altro ragazzo di Palermo che ha fatto il giro di Messina in handbike), ha inaugurato quella donata al comune di Villafranca Tirrena dall’Aic Sicilia.

L’idea dell’associazione di fare questo dono al comune, nasce durante la presentazione della terza edizione del “Giro dei due mari con Marzia”, a cui vi erano Paolo Baronello, consigliere dell’Aic delegato all’ “Afc” e Matteo De Marco,  sindaco di Villafranca. Da tempo l’associazione voleva offrire un riconoscimento al comune e “dialogando si è deciso di donare la sedia in quanto mancasse questo servizio”, ha affermato Paolo.

Ma ciò che ha più entusiasmato il sindaco è vedere quanto l’abbattimento di questa barriera, grazie a questa speciale sedia, sia stato apprezzato dai cittadini e dall’associazione “Il mare tra le terre”, composta dai commercianti del comune e con cui si è presa la decisione di acquistare anche due passerelle in pvc: “Sono molto contento perché so che qualora ce ne fosse bisogno saprei che i cittadini di Villafranca ci sono”.

di Andrea Denaro

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