EleMe2018, spoglio a rilento, i presidenti di sezione puntano il dito contro il sistema regionale

Una grave disorganizzazione che ricade su presidenti e scrutinatori che lavorano in condizioni precarie con una notevole mole di lavoro. Lo sfogo di uno di loro contro Elvira Amata

MESSINA – “Siamo l’anello più debole, su di noi ricade ingiustamente una grave disorganizzazione”, spiega  Enzo Palana, coordinatore dei presidenti di sezione.

La grave lentezza dello spoglio messinese frutto di una disorganizzazione gravissima che ricade sui presidenti ma ha altre orgini: questo lamentano dalle sezioni che elencano vari disagi, tra i quali il fatto che alcune sezioni siano troppo numerose, come per esempio la 201 che conta 1400 votanti, e dalla quale ieri nell amezzanotte tr alunedì e martedì avevano provato a consegnare le schede a Palazzo Zanca che però era chiuso.

Su Facebook, invece, campeggia la polemica di uno dei presidenti, che si rivolge ad Elvira Amata, rifiutando la responsabilità che la deputata aveva attribuito alle sezioni.

“Signora Elvira Amata – esordisce Cristiano Fogliano su Facebook – ho preso atto del Suo bisogno di giudicare, per il tramite di Rtp, il livello di preparazione degli scrutatori e dei presidenti di seggio che, a Suo dire, necessiterebbero di un corso che li prepari adeguatamente.
A questo punto sorge spontaneo il dubbio che Lei, votante ieri nel seggio da me presieduto, non abbia avuto occasione di sfogliare un Mod. n.38-CS, comunemente detto “Verbale delle operazioni elettorali”, magari soffermandosi sulle relative modalità di compilazione. Le assicuro che tale impegno non consiste, come potrebbe apparire, nel ntare quante palline sono contenute in uno scatolone, avendo cura di suddividerle per colore”.

Fogliano entra poi nello specifico: “Le assicuro che presiedere un ufficio elettorale include tante sfaccettature tra cui, per dirne una, interpretare, ove si verificassero scenari di dubbio in fase di scrutinio, la reale intenzione dell’elettore nell’esercitare il proprio diritto, nell’interesse della collettività”.

In condizioni di grande disagio: “Tutto ciò in una stanza di 12 mq, a temperature prossime ai 40 gradi, obbligati a restare operativi per oltre trentotto ore consecutive, senza pausa e senza possibilità di riposo”, rileva ancora il presidente di sezione.

E continua: “Sarebbe stato degno di nota, invece, soffermarsi sulla triste realtà che fa un po’ storcere il muso, constatando che, come ad ese mpio nel mio caso, oltre 50 schede su poco più di 500 sono risultate non valide… chi esprimeva tre preferenze, chi sbagliava a contrassegnare le liste, chi votava i candidati al comune nelle schede per la circoscrizione, chi pretendeva di votare con la scheda elettorale completa o, più banalmente, non riusciva a piegare la scheda… questo è il dato triste che ci dovrebbe fare riflettere!Dato che, se mediamente moltiplicato per il numero totale di sezioni, manifesta l’impossibilità di dare alle votazioni la loro reale finalità”.

Tutto per pochi soldi e tante responsabilità: “È’ abbastanza noto che i complessi compiti dei componenti del seggio vengono svolti per pochi spiccioli e che, quantomeno, chi si presta a tale servizio, più che una critica, meriterebbe un cenno di apprezzamento e di incoraggiamento per l’impegno, specialmente da parte di chi, come Lei, ricopre il prestigioso e ben retribuito ruolo di deputata regionale”.

“E chiudo con un interrogativo che le sue osservazioni hanno fatto nascere in me – conclude Fogliano – se è opportuno proporre un corso mirato di preparazione per scrutatori e presidenti di seggio, perché non prevederne anche uno destinato a tutti coloro che dovrebbero rappresentarci per cinque anni, sia a livello cittadino che, come lei, a livello regionale? Orgoglioso di aver svolto il mio compito, Le auguro buon lavoro”.

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