Cinque progetti fantascientifici “al di sopra” di Messina

I "consigli" di Luciano Marabello ai candidati sindaco per fare breccia nell’immaginario degli elettori con progetti iperbolici. Fra funivie futuristiche, cupole di vetro, piattaforme galleggianti e strani insetti giganti a Provinciale

 

Al di sopra: la cupola di vetro sul porto di Messina

 

Nel 1986 arrivarono a lavorare su Messina tanti gruppi di progettisti: erano messinesi, italiani, europei e forse qualche americano, tutti per studiare questa città in vista dell’imminente variante di Piano Regolatore che si stava mettendo in cantiere (poi naufragata per altre ragioni). Vennero a parlare e progettare studiando la matrice formale degli isolati e in che modo farne una risorsa di forma e funzione. Era il famoso Simposio di architettura L’isolato di Messina. Tra questi gruppi di architetti quello del palermitano Giuseppe Leone, che sconfinò dall’isolato piazzando i grattacieli Mata e Grifone a piazza Cairoli e una Cupola in Vetro che andava a coprire gran parte del porto storico della falce. La cupola su Messina era un po’ più piccola di quella del 1960 progettata sui grattacieli di Manhattan da Buckminster Fuller, che piazzava una cupola trasparente larga tre chilometri e alta uno e mezzo. Quella di Giuseppe Leone per Messina, al di là di qualsiasi risvolto tecnologico metteva “sotto vetro” Messina con una forma simbolica al di sopra della città.

 

 

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