La Fontana del Lauro, dai fasti del 1300 all’abbandono

Probabilmente è la più antica fontana della città e ha rappresentato fino ai primi del 1900 un monumento cittadino di assoluto pregio culturale e architettonico. Adesso si trova in un parcheggio, fra erbacce e rifiuti

 

Tra i ruderi “eccellenti” di Messina un posto di rilievo occupa senza dubbio la Fontana del Lauro, che è con molta probabilità la più antica fontana della città. Costruita nel corso del 1300, fino ai primi del 1900 essa ha rappresentato un monumento cittadino di assoluto pregio culturale e architettonico. Situata nella Rotonda di San Francesco di Paola (anticamente Campo del Santo Sepolcro), era pertanto ubicata in una delle più verdi e belle aree di Messina – lo “Chalet” a mare.

Michele Platiensis è il primo a usare, per la nostra fontana, la denominazione di “la fontana del lauru” nel 1348, mentre, con il toponimo di “Fonte del Lauro” si indicava nell’antichità il tratto di spiaggia dove era ubicata la “Cala della Sanità” in S. Francesco di Paola.

Citata da Giuseppe La Farina nella sua opera “Messina e i suoi Monumenti” stampata nel 1840, ne viene ivi riportata l’iscrizione datata 1724 “la quale era in un fonte vicino la Chiesa di S. Francesco di Paola”, che verosimilmente doveva trovarsi murata proprio sulla fontana di cui oggi rimangono gli avanzi. (cfr. Nino Principato, “Messina ieri e oggi”).

Successivamente al terremoto del 1908, la Fontana del Lauro ha versato per decenni in stato di completo e deturpante abbandono. Per di più, la vasca fontanaria venne parzialmente distrutta durante i lavori di realizzazione del serpentone d’imbocco ai traghetti.

L’area di pertinenza si presenta oggi in forma di parcheggio selvaggio e luogo di erbacce e rifiuti di ogni genere. La Fontana del Lauro è stata sempre trascurata e mai voluta rivalutare da tutte le amministrazioni comunali che si sono susseguite, pur costituendo un’importante testimonianza della storia antica di Messina, Solo nel giugno 2017, per meritoria iniziativa dell’Associazione “Bene Comune”, il monumento è stato ripulito e restituito in parte al decoro che gli spetta.

 

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