“Il bilancio in rosso di Accorinti”: l’analisi di Capitale Messina

L'associazione di Gianfranco Salmeri fa il punto sull'operato dell'Amministrazione: "Un fallimento su tutti i fronti: su novantadue punti del programma elettorale il sindaco ne ha realizzati solo dieci"

 

MESSINA. “Un fallimento su tutti i fronti. Sarebbe stato preferibile assistere in questi anni a qualche annuncio in meno e a qualche risultato in più”. Quando mancano poco meno di due mesi alle prossime elezioni comunali del 10 giugno, Capitale Messina mette sotto la lente i cinque anni dell’Amministrazione Accorinti, analizzando punto per punto le promesse elettorali dell’attuale primo cittadino e i risultati raggiunti. “A fine mandato è tempo di bilanci: quello di Accorinti è decisamente in rosso”, si legge in una nota dell’associazione a firma di Gianfranco Salmeri, che sviscera il programma quinquennale dell’amministrazione aggiornando uno studio pubblicato precedentemente nel 2017.

Come giudicare in maniera oggettiva l’attività di una Amministrazione se non valutando se e quali promesse fatte ai cittadini siano state mantenute? – si legge nel documento – A tale scopo siamo andati a rileggere il programma elettorale sulla base del quale ha ottenuto il consenso dei messinesi, e ne abbiamo valutato i risultati. Su novantadue punti del programma elettorale del candidato Accorinti, il Sindaco Accorinti ne ha realizzati solo dieci, appena il dieci per cento“.

Di seguito l’analisi dell’associazione:

«Bilancio (Costi della politica e dell’amministrazione, bilancio partecipato, economie di gestione, trasparenza amministrativa, qualità e valutazione). Su sei punti del programma, non ne sono stati realizzati cinque, tra i quali la promessa del taglio degli emolumenti per il Sindaco e per gli assessori.

Interventi per il lavoro e le imprese. Sulle sei iniziative programmate, tra le quali il progetto della cittadella del “Made in Sicily” in Fiera o alla Dogana, neanche una è stata realizzata dalla squadra di Accorinti.

Progetti strategici per lo sviluppo. Su sette progetti tra i quali gli interventi di salvaguardia del territorio e la prevenzione antisismica, la creazione di circuiti di valorizzazione del patrimonio culturale, la realizzazione della “flotta comunale”, cavallo di battaglia elettorale di Accorinti, ed il “green shipping”, neanche uno portato a compimento.

Assessorato beni comuni, partecipazione, valutazione. Su quattro punti in agenda, due realizzati, parzialmente: la consulta delle associazioni ed il regolamento sui beni comuni.

Servizi sociali. Su otto propositi, due, il piano di zona e la Consulta del volontariato realizzati. Il resto lettera morta, come l’idea di creare spazi di socializzazione in tutti i quartieri periferici o il progetto della città a “misura di bambino”.

Urbanistica e territorio. Uno solo, l’avvio del procedimento di revisione del PRG, su otto è stato realizzato. Tra le mancate promesse dell’amministrazione la riqualificazione della zona falcata, del waterfront e la valorizzazione dei Forti umbertini.

Mobilità, trasporti, energia. Su diciotto progetti, ben quattordici rimasti sulla carta, tra questi la Metroferrovia Giampilieri-Messina, la Metropolitana del Mare ed il miglioramento della mobilità dei disabili in carrozzella.

Ambiente, verde, rifiuti. Su diciassette punti in programma, neanche uno realizzato. Tra questi il progetto “un albero per ogni nato”, gli orti comunali, l’abolizione dei cassonetti, il compostaggio domestico.

Cultura, Scuola, Università, Ricerca. Su diciotto promesse fatte da Accorinti in campagna elettorale, neanche una è stata realizzata, tra queste l’idea di realizzare al Palacultura laboratori musicali, teatrali, o la messa a norma e l’agibilità di tutte le strutture sportive».

 

 

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