Cinque inutili arredi tecnici disseminati per la città

Alla scoperta dei reperti di archeologia funzionale del centro storico. Tra totem muti, scale mobili fantasma, gabbiotti vuoti e "spaventapasseri" dismessi. Cosa succede quando Messina fa incursione nel mondo della tecnologia

 

I gabbiotti per i vigili urbani

 

Più che un tentativo malriuscito di offrire un riparo ai vigili esposti alle intemperie meteorologiche agli angoli delle strade, quello dei gabbiotti per la Polizia municipale è stato un esperimento quasi sociologico di redistribuzione del reddito.

Nelle intenzioni, i rifugi sarebbero serviti, oltre che per difendere gli agenti dalla pioggia, anche per dare loro refrigerio durante le lunghe e assolate mattinate trascorse a presidiare gli incroci cittadini: per questo, l’amministrazione comunale aveva provveduto a montare dei condizionatori d’aria. Che ovviamente sono finiti ad ornare le case di qualcuno tra i più intraprendenti dei messinesi. Anche perché, i gabbiotti sono rimasti inutilizzati sin dal principio, visto che la possibilità di avvistare vigili in strada è pari a quella che il mostro di Lockness emerga dalle acque del lago per fare ciao con la zampina.

Oggi, di questi strani artefatti, epoca di spese pubbliche compiute in allegria, ne rimangono due, a distanza di duecento metro l’uno dall’altro: in via Garibaldi, marciapiedi lato mare, poco dopo la Prefettura, e all’incrocio col viale Boccetta.

 

 

Pagine: 1 2 3 4 5 Pagina successiva

Lascia un commento

Sii il primo a commentare!

avatar
400