Capo Peloro, com’è cambiata la spiaggia in diciott’anni

Dalla curva del litorale del 2001 alla terra divorata davanti al parco Horcynus Orca del 2012, fino ad oggi, le foto che mostrano come (e perché) si è modificata negli anni la porta della Sicilia. Mutando per non mutare mai

 

MESSINA. A vederla dall’alto sembra che respiri. Non c’è un anno in cui la spiaggia di Capo Peloro sia uguale al precedente, al punto che chi ha richiesto la concessione per un lido, tra marzo e aprile, quando iniziano i lavori di sistemazione, inizia a farsi il segno della croce, perché non sa in che condizioni troverà la spiaggia. O addirittura se la troverà. Perché in diciotto anni, Capo Peloro ha cambiato faccia più volte. Alcune in maniera catastrofica, per poi risorgere.

NOVEMBRE 2001. La spiaggia presenta la caratteristica lingua di sabbia proprio davanti al Pilone, frutto dell’incontro delle correnti che confliggono tra loro dei mari Tirreno e Ionio (e che in seguito ne faranno variare forma ed estensione). Nel 2001, l’era dei lidi era ancora agli albori, e con l’eccezione del lido di Legambiente (oggi Horcynus orca), Capo Peloro era tutta spiaggia libera. Quanta? Non moltissima: la linea del bagnasciuga appare abbastanza vicina al limite delle costruzioni, ma disegna una curva omogenea. Rimarrà così per qualche anno. Quello che cambierà praticamente ogni anno, è “la punta”. Nel 2011 era immensa, nel giro di dieci anni si ritirerà di cinquanta metri.

novembre 2001

 

 

SETTEMBRE 2011. Il primo mutamento significativo arriva dieci anni dopo: la linea di costa inizia a frastagliarsi con il deciso allargamento della spiaggia, ma la “punta” si ritrae. Di molto. Nel frattempo sono andati avanti i lavori di rifacimento della base del pilone e le gabbia in bambù che avrebbero dovuto riportare la vegetazione dunale (che non è mai cresciuta). Situazione quasi drammatica nelle case costruite direttamente sulla spiaggia sulla Circonvallazione tirrenica, con il mare a lambire le costruzioni, scavandone le fondamenta e lasciandone alla vista muratura e ferri. Dove la spiaggia si riduce è nei pressi del “Fortino degli inglesi”, dove qualche anno prima era sorto il parco letterario Horcynus Orca ed il lido omonimo. Ma sarà l’anno successivo che la situazione diventerà molto seria.

 

settembre 2011

 

 

MARZO 2012. …perché nel 2012, la spiaggia antistante il parco viene completamente divorata dalle maree (foto sotto), arretrando di parecchie decine di metri. Poco prima, verso Messina, invece la spiaggia aumenta di parecchio, perdendo completamente la forma tonda che seguiva la costa ed assumendone una “a onda”. Cresce un po’, quasi impercettibilmente, la punta, anche se la lingua di spiaggia immediatamente prima, in direzione Messina, si assottiglia di poco. Sembra la fine per le attività del lido e del parco, che si trovano davanti una “scarpata” di quattro metri d’altezza tra la spiaggia e il mare. E invece già l’anno successivo il mare restituisce ciò che ha preso.

 

marzo 2012

 

 

MAGGIO 2015. Passa poco tempo, e la morfologia cambia di nuovo in maniera drastica. Il litorale davanti alle aree date per spacciate trova un inatteso ripascimento, ma le maree erodono invece la “pancia” della spiaggia di fronte all’ex Seafglight, che fino a qualche anno prima erano arrivate a sfiorare il centinaio di metri. E mentre la punta continua a cambiare di forma, e a riallungarsi, arrivando a “pendere” verso il Tirreno, arrivano ai minimi storici le spiaggette protette dai frangiflutti del villaggio di Faro.

 

maggio 2015

 

 

SETTEMBRE 2017. Due anni dopo, un altro cambiamento: torna a ritrarsi la spiaggia dell’Horcynus orca, anche se non agli allarmanti livelli di cinque anni prima, e si riallarga il litorale del Seaflight. La punta torna ad essere…punta, e rispetto agli anni precedenti guadagna metri la parte tirrenica della costa, che ad inizio decennio si era ritirata di molto, col mare a lambire le costruzioni in spiaggia. E’ forse l’anno in cui l’estensione totale della spiaggia è la più bassa di sempre, anche se di fatto nessuna parte del litorale è sprovvista di spiaggia.

 

Settembre 2017

 

Perché Capo Peloro cambia volto di anno in anno, di mese in mese? Per l’effetto combinato di maree e correnti antagoniste, e per il vento che la sferza per 365 giorni l’anno. Nel 2012, anno in cui la scarpata di marea ha superato, inghiottendolo, persino il muretto che delimitava la zona di ripascimento dunale attuato con Fondi europei nel litorale antistante l’Horcynus Orca, facendo emergere anche antichi massi di protezione coperti, fino all’anno precedente, da molti metri cubi di sedimenti, al Dipartimento di Scienze della Terra dellʼUniversità di Messina fu commissionato uno studio in cui emergevano fenomeni erosivi particolari, con periodicità di medio termine 10-15 anni. Ogni decennio, o poco più, Capo Peloro cambia drasticamente il suo volto. Per poi tornare com’è sempre stato.

 

(Foto tratte da Google Earth)

 

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