Nuova bufera sul Cas, arrestate sei persone. C’è l’ex presidente, Nino Gazzara

Due arresti in carcere e quattro ai domiciliari più il sequestro di 480 mila euro. I dettagli dell'inchiesta

Turbativa d’asta per un appalto di quasi 300 milioni di euro per l’affidamento di lavori di costruzione del tronco dell’autostrada Siracusa – Gela. C’è questo al centro dell’inchiesta che porta oggi in carcere l’ex presidente del Cas, Nino Gazzara e Nicola Armonium, gestore della società Pachira Partners.

Agli arresti domiciliari, invece, in quattro: Duccio Astaldi, già presidente del Cda della società Condotte D’Acqua Spa. Antonino D’Andrea, già presidente di Cosige Scarl, l’avvocato Stefano Polizzotto e Gaspare Sceusa, dirigente del Cas, già sospeso nell’operazione della scorsa settimana, per la frana di Letojanni.

Oltre il sequestro per equivalente dei proventi illecitamente percepiti, per un importo di quasi 480 mila euro, eseguito nei confronti della società Pachira Partners e degli avvocati Stefano Polizzotto, Antonietta Sartorio e Nino Gazzara. Nell’indagine figurano anche altri 5 indagati.

Le misure sono state firmate dal gip Salvatore Mastroeni, su richiesta dei pubblici ministeri Alessia Giorgianni e Rosanna Casabona. I reati contestati sono di turbata libertà degli incanti, abuso d’ufficio e corruzione, commessi in Messina tra il 6 marzo del 2014 ed il 5 novembre del 2015.

Tutta la vicenda. La commissione di gara, composta da professionisti designati dal Ministero delle Infrastrutture, investiva della fase valutativa delle offerte anomale una sotto-commissione composta da dirigenti e consulenti del Cas e presieduta dal dirigente del Cas e Rup del procedimento, Gaspare Sceusa. La sub-commissione valutava positivamente le giustificazioni della Rti Condotte D’Acqua Spa (mandataria) e Cosedil Spa (mandante) che aveva ottenuto il maggior punteggio, e conseguentemente il Consiglio Direttivo del Cas  affidava l’appalto alla Rti con contratto stipulato in data 17.07.2014 (per un valore dichiarato di € 289.560.523).

Tuttavia, durante la trattazione dei ricorsi giurisdizionali presentati dalle ditte classificatesi alle spalle della Condotte (Tecnis spa e Sics spa), il Tar di Catania censurava la condotta della sub-commissione di gara, ritenendo che non avesse fatto i necessari approfondimenti su un aspetto tecnico fondamentale dell’offerta di Condotte, che avrebbe comportato, a fronte di una modifica strutturale di alcuni elementi dell’opera, una nuova approvazione del progetto da parte dei competenti organi di controllo (Genio Civile e Ministero delle Infrastrutture). Il Giudice Amministrativo disponeva, quindi, la trasmissione degli atti alla Procura di Messina, che avviava le conseguenti, complesse ed articolate indagini, corredate da servizi tecnici.

All’esito di siffatte attività investigative, in effetti, si appurava, non solo che i rilievi in ordine a presunte anomalie nello svolgimento dei lavori della sub-commissione erano pienamente fondati, ma che l’esito della procedura di gara era stato determinato da condizionamenti esterni riconducibili ai vertice del Cas ed a consulenti dell’impresa Condotte, collegati ad ambienti politici ed amministrativi della regione siciliana.

Un’analisi accurata dei subappalti proposti dalle imprese appaltatrici (frattanto consorziatesi nella Cosige scarl s.r.l.) e approvati dalla stazione appaltante, rivelava la presenza di un singolare affidamento di servizi di consulenza legale e amministrativa, espressamente vietato dalla legge, ad una società di Milano, la Pachira Partners S.r.l., per l’importo di € 1.650.000.

La società era in realtà una scatola vuota, facente capo a tale Nicola Armonium, il quale a sua volta si avvaleva della collaborazione esterna dello studio dell’avvocato palermitano Stefano Polizzotto, il quale in passato aveva avuto incarichi presso la regione e ricevuto consulenze da parte del Cas.

Armonium aveva ricevuto, in realtà, un incarico fiduciario dal presidente di Condotte, Duccio Astaldi, poi formalizzato dal Presidente di Cosige e dirigente della Condotte, Antonio D’Andrea.

Questi incarichi, conferiti tramite subappalto, erano stati tutti comunicati alla stazione appaltante senza che nulla fosse eccepito.

Emergeva dalle intercettazioni che i suddetti consulenti, i quali sin dalle prime battute avevano seguito le varie fasi della gara, ancor prima di ricevere qualsiasi formale incarico, erano stati poi premiati con un contratto assai remunerativo, per seguire anche la fase successiva, con l’evidente funzione di assicurare “una morbida gestione dell’appalto”.

Si scopriva, inoltre, l’esistenza di un rapporto privilegiato tra Armonium e il vice presidente del Cas (pro tempore) Nino Gazzara (già indagato nell’Operazione Teckno), che in modo continuativo si prodigava per favorire appunto una gestione favorevole all’appaltatore, attraverso una serie di interventi: proroga di termini inderogabili di consegna di opere, riconoscimento all’impresa di riserve per importi di centinaia di milioni, abbattimento di penali, riconoscimento di premi ed altro ancora.

Per contro, Gazzara riceveva incarichi professionali dalla società Pachira per circa € 30.000 e la promessa per consulenze future.

Nell’inchiesta ci sono altri 5 indagati.

Lascia un commento

Sii il primo a commentare!

avatar
400