“Specchi rotti”, il video di Alice Caioli girato a Tusa

Location tutta messinese per il singolo della giovane cantante, reduce dal successo di Sanremo. Il filmato è ambientato all'Atelier sul Mare, nella camera "La torre di Sigismondo"

 

MESSINA. Lei è di Acquedolci, un paesino di 5600 anime sulla costa tirrenica della provincia. Il videoclip del suo primo singolo, “Specchi rotti”, premio Lucio Dalla a Sanremo, è stato girato invece a pochi chilometri di distanza, direzione Palermo, nel magico scenario dell’Atelier sul Mare di Castel di Tusa.

Inizia nel segno di Messina la carriera della giovane artista Alice Caioli, 23enne, che ha affidato le sorti del suo brano a uno degli alberghi simbolo del litorale, il celebre hotel-museo realizzato dal mecenate Antonio Presti e composto da 22 camere-opere d’arte.

Protagonista principale del video, diretto da Alberto Cosenza, è in particolare “La torre di Sigismondo”, firmata dal cineasta Raùl Ruiz e caratterizzata da un grande letto rotondo girevole, con un diametro di tre metri, che occupa quasi tutto lo spazio della stanza. In alto, in perpendicolo sul letto, una grande finestra che si affaccia sul cielo.

“Entrare nella stanza-torre firmata dall’artista-cineasta Raúl Ruiz – si legge sul sito web dell’albergo – è come immergersi in un’altra dimensione spazio-temporale. La torre nasce come set cinematografico per il film dello stesso regista “Turris Eburnea”, ispirato alla pazzia di Astolfo, personaggio della Chanson de Roland. Dopo aver percorso il lungo e oscuro corridoio, si giunge, attraverso una piccola porta che costringe il fruitore a chinarsi per entrarvi, alla torre dalle pareti nere e nude, luogo della prigionia di Astolfo e del suo delirio. Il fulcro della stanza è costituito da un grande letto rotondo girevole di tre metri di diametro, che occupa quasi tutto lo spazio della torre. Ma ecco l’artificio che diventa arte e bellezza: in contrasto con l’idea di uno spazio di reclusione, il soffitto si apre completamente, attraverso due manopole che richiamano gli ingranaggi della botola di un’antica fortezza, donando all’ospite attore/spettatore la possibilità di rinascere, di vivere il passaggio salvifico dalle tenebre alla luce, e metaforicamente il letto bianco diviene quella luna che, con il soffitto aperto, illuminerà il cielo stellato. Una notte di luna piena, baciati da un tetto di stelle, avvolti dal sogno dell’arte”.

 

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