La playlist di Gregorio Parisi per sopravvivere al lunedì

Quarto appuntamento con la rubrica musicale di inizio settimana. Una selezione di cinque tracce per affrontare al meglio il rientro al lavoro. E il giorno più funesto

 

 

Fa fresco in questo periodo dell’anno, perché è pur sempre il cuore dell’inverno e non si potrebbe pretendere altrimenti. Questo è però il freddo bastardo che non fa per nulla venire voglia di uscire dal piumone, quel caldo piumone cui avete confessato il vostro amore fino a pochissime ore fa e che avete abbandonato, colmi di nostalgia istantanea, uscendo per andare al lavoro. Abbiamo provato, con la playlist di questa settimana, ad accompagnarvi nei vari passaggi che vi hanno portato attraverso questo trauma, perché riviverlo aiuta a diminuire l’impatto emotivo. Queste quindi le scelte di LetteraEmme per sopravvivere a un altro lunedì e, in generale, a un’altra settimana.

 

Mike Oldfield feat Maggie Reilly – Moonlight Shadow

 

Non siamo ombre che si muovono sotto la luce della luna, ma semplici passeggeri capitati per sbaglio in un lunedì mattina all’apparenza come tanti altri, ma migliore. Migliore, sì, perché accompagnato dalla chitarra di Mike Oldfield e, specialmente (non ce ne voglia Mike), dalla voce di Maggie Reilly. La playlist si apre con un brano notturno, un testo forte ma raccontato come fosse una dolce lullaby, tant’è che fatichiamo a credere si tratti di un omicidio. È un po’ come aprire gli occhi dopo il weekend, sentire la sveglia e non capire dove ci si trovi. Sì, ecco, buon lunedì anche a voi.

 

 

Alphaville – Forever Young

 

Ripresa conoscenza, abbiamo bisogno di punti di contatto con la realtà immediatamente riconoscibili, quindi il nostro gattonare verso il lavandino prosegue con un inno multigenerazionale, perché, posto che voler essere per sempre giovani è un’utopia neanche troppo condivisibile, il sound degli Alphaville è puramente senza età, ingenuamente eterno, squisitamente onirico. Quell'”Hoping for the best but expecting the worst, are you gonna drop the bomb or not?” che chiude la prima strofa dimostra come a vivere per sempre, però, non siano solo le canzoni, ma anche gli scenari apocalittici di questo pianeta malandato.

 

 

M¥SS KETA – Xananas

 

Una produzione stupefacente e un’interprete che ama le provocazioni. Un rischio, certo, ma M¥SS KETA sulla base di Populous viaggia a meraviglia, scandalizza nel video (e nei live) e fa impazzire le masse. Poco da dire sul pezzo, elettronica di alto livello su cui la Myss surfa, fa rivivere tempi d’estate, fa soffiare una brezza marina che spazza via le preoccupazioni manco fosse davvero un antidepressivo. Da sottolineare il passaggio “Non sono nichilista scelgo Prada a Nietzche, io sono l’opera e tu sei la cornice”, giusto per rimarcare che, di base, quello di Myss Keta è un esperimento riuscitissimo.

 

 

Underworld – Born Slippy (Nuxx)

 

Parlando di droghe ed elettronica… Trainspotting non è un film intergenerazionale, ma ha segnato in modo profondo tanti giovini e meno giovini che hanno guardato il film non pensando fosse un film sui treni — cosa, invece, accaduta agli Oasis che per questo motivo hanno rifiutato di essere inseriti nella OST. Che teneri i Gallagher, e che fichi gli Underworld, due che fanno elettronica da sempre e che con un remix creato per scherzo hanno invaso i peggiori rave d’Europa. Born Slippy è una colonna portante di un film sulla droga, ne prendiamo gli effetti più positivi per iniettarceli e caricarci al meglio.

 

 

Tre allegri ragazzi morti – Ogni adolescenza

 

Ci siamo svegliati, ci siamo resi conto di dove ci troviamo, ora siamo pronti per la guerra. E non importa se non sia la guerra adolescenziale dalle mille facce cantata dai Tre allegri ragazzi morti, perché questo brano riesce bene nel suo intento, quello di abbattere le barriere create da una mentalità sbagliata che definisce l’importanza di una cosa secondo parametri oggettivi, mentre così non è. Ogni adolescenza (ma anche ogni periodo degli -anta) è una questione a sé stante, e così sempre sarà: capirlo aiuta a vivere meglio, aiuta a godersi meglio la propria vita e, specialmente, a non rompere alle persone che avete al vostro fianco. Ché, in fondo, è pur sempre lunedì.

 

 

 

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