Politiche: chi sono i candidati, cosa hanno fatto, perché sono in lista

Politiche: chi sono i candidati, cosa hanno fatto, perché sono in lista

Tutto quello che c'è da sapere sui messinesi in corsa. L'attività parlamentare di chi cerca una riconferma in parlamento, le esperienze "parapolitiche" delle vecchie conoscenze alle prese con la prima candidatura, i debuttanti assoluti

 

MESSINA. Ci sono i vecchi volponi della politica e le bizzarre nuove entrate, quelli buoni per ogni stagione ed i trombati, i figli di ed i personaggi misteriosi: il campionario di candidati alle politiche di marzo, nei collegi messinesi è ampio e variegato.

Carmelo Lo Monte, che corre con la Lega nord nel collegio di Enna (in cui votano anche una dozzina di comuni tra Tirreno, Nebrodi e Madonie), è il candidato che per più tempo è stato seduto su una poltrona: eletto all’Ars nel 1996, tre volte assessore regionale con giunte di centrodestra e di centrosinistra, quindi deputato nel 2006 dopo aver tentato anche di diventare europarlamentare, ha cambiato un numero sterminato di partiti, da destra a sinistra e viceversa:  Democrazia Cristiana, PPI, Democrazia Europea, Unione di Centro, Movimento per le Autonomie, Italia dei Valori, Centro Democratico, Partito Socialista Italiano, per poi finire con la Lega nord, partito col quale oggi è candidato. Lo Monte è deputato uscente in cerca di riconferma. Cosa è rimasto agli atti dei suoi cinque anni a Roma? Pochissimo. Nessun disegno di legge da primo firmatario, per esempio.

Cosa che invece ha fatto Maria Tindara Gullo, parlamentare uscente di prima nomina e in cerca di riconferma: per lei, eletta col Pd e poi passata armi e bagagli a Forza Italia a rimorchio suo maggiorente politico Francantonio Genovese, all’attivo ben dieci proposte di legge da prima firmataria. Curiosamente, quattro riguardano soggetti affetti da sordità, e tutte e dieci sono state presentate nel 2014, poi per tre anni e mezzo niente.

Picciolo e Germanà sono accomunati da un destino simile: voti a palate alle regionali, che però non sono bastati per la riconferma, e quindi la speranza di tentare la sorte a Roma. Nino Germanà, alla sua prima esperienza all’Ars dopo una legislatura a Montecitorio, a Palermo ha proposto 11 disegni di legge, 56 interrogazioni, una interpellanza, 5 mozioni, 4 ordini del giorno. Meglio di Beppe Picciolo, ex consigliere comunale con la Margherita a Messina e due volte deputato regionale (Pd e poi Pdr), che all’Ars, nella scorsa legislatura, non ha particolarmente brillato: disegni di legge da primo firmatario ne ha proposti pochi, quattro, ma ha abbondato in interrogazioni (25), si mantiene nelle mozioni (8), disinteressandosi di interpellanze e ordini del giorno.

I due “grillini”,  Villarosa e D’Uva, entrambi alla prima legislatura, cercano la riconferma. Alessio Villarosa è una specie di “monomaniaco” che a Montecitorio si è occupato praticamente solo di banche: quattro su quattro disegni di legge da primo firmatario sono d’argomento bancario, oltre a sedere in commissione Finanze e nell’organo parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario. Francesco D’Uva, che per un paio di mesi non è stato il deputato più giovane della legislatura, ha all’attivo tre disegni di legge da primo firmatario. Uno, che riguarda l’uso della lingua dei segni, lo accomunerebbe a Maria Tindara Gullo.

Non è nuovo alla contesa politica Fabio D’Amore, che vanta anche una candidatura a sindaco di Messina da “terza forza” tra i colossi Francantonio Genovese e Giuseppe Buzzanca. Prima della corsa a Palazzo Zanca è stato presidente del consiglio comunale, dopo commissario della Fiera e quindi presidente dell’Ersu, ruolo che ricopre ancora oggi.

Alla Fiera è stata commissario (nominata nel 2002, sollevata nel 2005) anche la catanese Urania Papatheu, poi scomparsa dai radar messinesi e riapparsa in Sicilia E-Servizi, in consulenze su relazioni industriali alla regione, nel ruolo di responsabile dello Sportello Internazionalizzazione della Regione siciliana per poi approdare in Senato come assistente parlamentare. Politicamente è da sempre stata vicina a Gianfranco Miccichè, coordinatore regionale di Forza Italia.

Prima esperienza politica per Pietro Navarra, rettore dell’ateneo messinese e ordinario di Economia del settore pubblico con master, dottorati e ruoli da “visiting professor” tra Stati uniti e Gran Bretagna. La sua discesa in politica è avvenuta praticamente meno di un anno fa, quando i tesseramenti del Pd a Messina subirono un deciso spostamento ed una massiccia adesione da parte dell’universo accademico di piazza Pugliatti che come primo risultato ha avuto quello di far vincere all’ex direttore generale Franco De Domenico un seggio all’Ars.

Debuttanti assolute in sei, tutte donne: professoressa di lettere al liceo classico maurolico, e star di youtube per qualche mese, con un video visualizzato parecchie migliaia di volte contro “la buona scuola”, Barbara Floridia è stata candidata a sindaco di Venetico, perdendo. Angela Raffa, candidata anche alle regionali di inizio novembre con 1581 voti, è messinese e laureata in Economia Aziendale presso l’Università degli Studi di Messina con una tesi sul funzionamento dell’Antitrust. Possiede un’azienda che si occupa di ristrutturazione con materiali ecosostenibili. Antonella Papiro, anch’essa già candidata all’Ars (2579 voti), è insegnante preso l’Accademia di Belle Arti “Leonardo Da Vinci” di Ficarra dopo essersi laureata a Palermo. Elisabetta Formica, ventinovenne laurerata in Scienze giuridiche, è figlia di Santi Formica, deputato e assessore regionale per vent’anni e non riconfermato alle ultime regionali di novembre, e l’unico ruolo politico ricoperto è quello da consigliere comunale di minoranza di san Pier Niceto. Per ultima Matilde Siracusano, candidatura contestata ma alla fine imposta senza troppi patemi. Per lei un’esperienza a miss Italia nel 2005, poi laurea in Giurisprudenza, master in Affari politici alla Luiss e tirocinio al gruppo Udc di Montecitorio,  prima da assistente parlamentare di Pierferdinando Casini e da ultimo per il deputato di Scelta civica Mariano Rabino, quindi il passaggio in Forza Italia e candidatura blindata. Dietro Lo Monte, nel collegio plurinominale proporzionale di Messina per le insegne di Alberto da Giussano, correrà Marina Trimarchi, 43 anni, docente di Fisica nucleare e senatrice accademica in carica all’Università di Messina, espressione del Movimento Nazionale per la Sovranità e vicina a vento dello Stretto.

Liberi e Uguali schiera Gabriele Siracusano, assicuratore e presidente dell’Atm dal 1994 al 1998, al quale si deve praticamente il tram a Messina, e Maria Flavia Timbro, avvocato e una vita di militanza nella parte più “rossa” del Pd prima e poi di Articolo uno, con l’ex candidato alle regionali Giuseppe Grioli come “capocorrente”, e alle primarie Pd del 2014 capolista della circoscrizione messinese che faceva capo alla candidata Antonella Monastra.

Potere al popolo schiera invece Santino Bonfiglio, consigliere della quarta circoscrizione e comunista tutto d’un pezzo, come quelli di una volta: non esiste pressochè foto in cui Bonfiglio non appaia col pugno chiuso.

 

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e SCILIPOTI ? come si potrà fare a meno di SCILIPOTI in Parlamento ?