Qualità della vita, Messina al centesimo posto

Nella classifica stilata da Italia Oggi, la provincia peloritana perde tre posizioni in un anno. Bocciata la Sicilia, con Trapani a fare da fanalino di coda. I numeri, settore per settore

MESSINA. Centesimo posto, con un punteggio medio di 92,94, rispetto al 97° piazzamento di un anno fa. La provincia di Messina perde tre posizioni in dodici mesi nella classifica annuale sulla qualità della vita, curata dal dipartimento di statistiche economiche dell’Università La Sapienza di Roma per “Italia Oggi”, con il supporto di Cattolica Assicurazioni.

È il Nordest a monopolizzare le prime posizioni, con il trionfo di Bolzano, che precede Trento, Belluno e Vicenza. Male il sud e la Sicilia, con il fanalino di coda Trapani. Meglio non va a Palermo (106°), Siracusa (105°) e Catania (103°). Un po’ più in su in classifica Agrigento (97°), Caltanissetta (93°) e Ragusa (85°).

Nove gli indicatori presi in considerazione per stilare il report : affari e lavoro, ambiente, criminalità, disagio sociale e personale, popolazione, servizi finanziari e scolastici, salute, tempo libero e tenore di vita.

MESSINA SOTTO LA LENTE. Osservando più nel dettaglio i dati della provincia messinese, emerge il 98° posto nella sottocategoria “affari e lavoro”, con la 101° posizione per “tasso di disoccupazione” (105° nel 2016). Va un po’ meglio nella sottocategoria “ambiente”, con il 78° posto raggiunto soprattutto grazie alla prima posizione in assoluto alla voce “Frazione di territorio destinato ad aree verdi nel comune capoluogo”, a cui fa da contraltare l’ultimo posto in Italia, ex aequo con altri comuni, per ciò che concerne l’uso dei mezzi pubblici.

Sotto l’aspetto della criminalità la provincia si piazza a metà classifica: secondo il report, in riva allo Stretto si verificano pochi scippi (12° posto), e un numero relativamente contenuto di reati connessi al traffico di stupefacenti e alla prostituzione (29° e 26° posto). Pochi anche i furti in appartamento (16°).

Peggiore lo scenario per ciò che concerne il “disagio sociale”, con un complessivo 101° posto, malgrado la 12° posizione in “morti per tumore”, mentre il dato più inquietante è quello relativo al tasso di disoccupazione giovanile fra i 15 e i 24 anni (107°).

È tuttavia nella sottocategoria relativa alla “salute” che Messina ottiene i risultati migliori (28° su 110 comuni), grazie al 4° posto complessivo in “Medici ospedalieri per 100 posti letto” e al 5° in “Numero TAC e RMN per 1000 abitanti”.

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la cura Accorini per cambiare messina dal basso funziona!
da qui alle elezioni riuscirà a toccare il fondo classifica.

mm
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La classifica riguarda l’intera provincia, non solo la città

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e chi è il sindaco metropolitano ?

mm
Editor

E che poteri di governo ha il sindaco metropolitano, per esempio, sul comune di Taormina o di Santo Stefano di Camastra?

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di controllo ed indirizzo, ad esempio,la legge regionale è abbastanza chiara in proposito. Come si sembra anche abbastanza chiaro che contando Messina per circa la metà degli abitanti della città metropolitana i suoi risultati spingono maggiormente in su o in giù nella graduatoria (oggi mi pare sia stata pubblicata anche la classifica del SOLE24Ore e anche li messina perde posizioni) rispetto alla

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provincia. Considerati i parametri presi in considerazione, girando la provincia in lungo e largo per motivi di lavoro, non mi pare che a Taormina, Milazzo, Sant’Agata, Santo Stefano o Capo d’Orlando ma anche in centri minori se la passino poi così male. Certo la mia è un’osservazione empirica per quello che vale, di certo c’è che considerando solo Messina i guasti di Accorinti sono evidenti.