Biblioteca Cannizzaro, non c’è più posto per Hegel ed Einaudi

Sono circa trecento i volumi logori, ripetuti, inattuali o inappropriati che sono destinati ad essere distrutti o regalati per far spazio a nuove acquisizioni. Fra questi, "La Divina Commedia", "Delitto e castigo" e le "Lezioni sulla filosofia" 

MESSINA. Trecento libri destinati ad essere distrutti o regalati, perché logori, ripetuti, inattuali o inappropriati. Comunque non ritenuti utili agli scopi né al servizio pubblico. Si tratta dei volumi inseriti nella lista stilata dalla biblioteca comunale Tommaso Cannizzaro, che in seguito a una revisione effettuata nel 2016 per censire eventuali libri mancanti, ha deciso di far “pulizia” dei testi che non servono più. Ma quali sono i volumi da destinare al macero o da regalare? Testi vecchi soprattutto, legati a tematiche obsolete (Lo stipendio del dipendente comunale, del 1974), non proprio al passo con i tempi (come alcune guide sull’utilizzo di Internet dei primi anni ’90), o geograficamente poco pregnanti (Guida alle biblioteche aperte al pubblico in provincia di Pisa, del 1986). C’è però anche qualche nome altisonante. Nella lista spiccano infatti due capisaldi immortali della letteratura come La Divina Commedia di Dante Alighieri e Delitto e castigo di Fedor Dostoevskij, in quanto già presenti in archivio, le Lezioni sulla filosofia di Hegel, considerato “inattuale” (oltre che deteriorato),  e Il problema delle abitazioni di Luigi Einaudi, uno dei padri della Repubblica, giudicato “inappropriato”.

Il motivo della pulizia? Lo si legge in una delibera del “Dipartimento politiche culturali ed educative”, che spiega: «La biblioteca non ha fra i suoi compiti la conservazione di tutto il materiale documentaristico, eccetto che per la sezione di fonti locali”. Inoltre, «la biblioteca pubblica ha lo scopo di documentare lo stato attuale della conoscenza, attraverso il periodico aggiornamento del patrimonio librario e documentario». Pertanto, con l’obiettivo primario di recuperare spazio utile per nuove acquisizioni, si dispone di eliminare dal patrimonio librario «quei documenti che per il loro contenuto sono da considerare superati o informazione scorretta, oppure usurati e logori».

 

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