Medioevo vaccini, il crollo della prevenzione a Messina e provincia

Nei dati forniti dalle Asl italiane sulle coperture vaccinali a 24 mesi di età, il quadro allarmante di una città che rinuncia a proteggersi. A destare preoccupazione soprattutto morbillo e meningococco. Che proprio oggi diverranno obbligatori

 

MESSINA. Una città che rinuncia a proteggersi. Mettendo a rischio la salute dei propri figli in un periodo in cui si registra un vero e proprio boom del morbillo, con 2.224 casi in tutta Italia nei primi cinque mesi del 2017. È quello che si evince dai dati forniti dalle Asl italiane sulle coperture vaccinali a 24 mesi, età in cui si completano i cicli primari della profilassi. 

La quota fissata dal “Piano nazionale di prevenzione” è del 95%, ovvero la soglia oltre la quale scatta la protezione anche per chi non si è potuto vaccinare, detta immunità di gregge. Una percentuale di sicurezza minima, che fissa il limite per la circolazione degli agenti patogeni, che la città dello Stretto non raggiunge per nessuno dei vaccini monitorati, con numeri che fanno di Messina uno dei fanalini di coda della Sicilia. Soprattutto per quel che riguarda i più piccoli. 

I dati mostrano percentuali allarmanti innanzitutto per morbillo, pariotite e rosolia: nel 2015, su una media regionale di 78.72, in riva allo Stretto il dato è di 67.90, a fronte dell‘89.70 di Trapani, la provincia più virtuosa. Numeri in lieve ripresa invece nel 2016, seppur ancora inferiori alla media isolana, con una crescita di quasi due punti in percentuale (69,5%) che non ci risparmiano tuttavia l’ultimo posto in regione (la cui media è dell’81.1%).

A destare preoccupazione il crollo dei numeri rispetto al 2013 e al 2014, quando si registravano percentuali rispettivamente del 75.8% e 71.1%.

 

 

Va persino peggio per il meningococco c, uno degli agenti batterici che possono provocare la meningite: rispetto a una media regionale già bassa di per sé (64,08) il territorio peloritano si piazza nel 2015 al penultimo posto fra le nove province con appena il 49,30%. Peggio fa solo Catania, con il 41.50. Anche qui si registra una crescita l’anno successivo, con il 58.50% del 2016. Ma siamo ancora distanti dagli 84,80 della capofila Agrigento e soprattutto lontanissimi dalla soglia limite del 95%.

 

 

Penultima posizione confermata anche per difterite e l’epatite b, mentre indossiamo la maglia nera regionale nel 2015 per ciò che concerne hib, pertosse, pneumococco, poliomielite e tetano (dati stabili anche nel 2016). Anche in questo caso le percentuali sono in calo di diversi punti punti rispetto ai dati del 2013.

 

 

(Fonte dei dati: elaborazione wired su dati aziende sanitarie. Qui la mappa completa provincia per provincia)

 

IL RITORNO DEL MORBILLO. 2.224 casi nei primi mesi del 2017 (che fanno della Penisola uno dei paesi più critici d’Europa per incidenza della malattia), e un crollo di 5 punti percentuali dal 2010 al 2015 nella copertura vaccinale (dal 90.6 all’85.3). Numeri che testimoniano il boom del morbillo in Italia, considerando che in tutto il 2015 i casi accertati sono stati appena 258 e che ben l’87% delle persone che hanno contratto il virus nel 2017 (i dati sono aggiornati al 9 maggio) non erano vaccinate. I più colpiti? La fascia di età che va dai 15 ai 39 anni, con un’età media di 27. Il 19%, invece, i bambini fino ai 4 anni. 

Un ritorno che non ha esentato la provincia messinese, dove nei primi tre mesi del 2017 si sono registrati oltre 30 casi di morbillo, con un focolaio a Barcellona Pozzo di Gotto che si è espanso in tutto il circondario.  “Solo nella giornata del 20 aprile sono stati segnalati a Messina otto nuovi casi – ha spiegato all’AdnKronos il direttore del Dipartimento attività sanitarie e osservatorio epidemiologico della Regione Siciliana Mario Palermo – Nella maggior parte si tratta di giovani adulti e non è facile fermare il contagio se non si può contare su una copertura vaccinale”. Per sconfiggere la disinformazione e diffondere la cultura della prevenzione, nei mesi scorsi l’Asp di Messina ha rilasciato un App, scaricabile sia per Ios che per Android, che consente di avere tutte le informazioni a portata di clic e conoscere in ogni momento il proprio stato di protezione immunologica. 

IL DECRETO VACCINI. Con l’approvazione del decreto sull’obbligatorietà dei vaccini, che entrerà in vigore proprio oggi, seppure con un anno di tolleranza, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del testo definitivo, il morbillo farà parte delle dodici vaccinazioni obbligatorie per i bambini da 0 a 6 anni (alle quattro vaccinazioni già obbligatorie per legge – difterite, tetano, poliomelite ed epatite B – si aggiungono inoltre quelle per parotite, rosolia, pertosse e Heamophilus B – che oggi vengono somministrate in una esavalente- varicella e meningococco B e C). La mancata presentazione della documentazione completa precluderà l’iscrizione dei bambini da 0 a 6 anni a asili nido e scuole materne, mentre agli studenti dai 6 ai 16 anni sarà garantito l’accesso alla scuola dell’obbligo, ma scatteranno una serie di sanzioni, con multe dai 500 ai 7500 euro fino alla segnalazione al Tribunale dei Minorenni per la sospensione della patria potestà.

 

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